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Wu Ming, trigliceridi e l'amore eterno

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Ecco sicuramente un titolo che spiega quanto bella e varia la vita puo' essere. Gli scorsi tre giorni sono passati all'insegna del primo tour promozionale per il nuovo disco di Roberto Ottaviano in cui ho l'onore di suonare. E avendo avuto un viaggio Roma-Bari da affrontare in treno c'e' stato il tempo di leggere il romanzo Proletkult (ultima fatica del collettivo Wu Ming) . La tre giorni e' stata anche costellata dalla preoccupazione relativa a delle analisi non propriamente nella norma ritirate prima della partenza e che necessiteranno una terapia ...farmacologica fisica e mentale. Ora, e' evidente che non riesco a vivere le cose in maniera separata e mi sforzo a metter insieme il senso che si cela in questi giorni tanto belli quanto preoccupati.E rifletto proprio sulla chiusura del tour in quel di Trani. La giornata e' stata caratterizzata da quella che riconosco come ansia, quella sensazione di oppressione e mancanza di "aria" che e' u…

Alla vigilia di una nuova partenza

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Eccomi di nuovo qui.
Sempre più preoccupato per un ambiente a-storico che circonda e anima il nostro Paese.
Mi preoccupa e mi fa riflettere, ancora e ancora, senza sosta.
La prima domanda che mi faccio è perchè sia fondamentale essere antifascista.
E lo faccio interrogandomi su cosa sia il fascismo.
Sono cresciuto in una famiglia in cui la militanza nel partito comunista dei nonni si è stemperata nell'ambiente del boom economico dei sessanta, in cui il prendere posizione, con uno scivolamento lento verso la borghesia, si è fatto strumento opaco e poco necessario. La democrazia cristiana teneva insieme un Paese il cui retaggio contadino e superstizioso si adattava poco e male ad un'industrializzazione a tappe forzate per affrontare gli anni dello sviluppo e del progresso.
Ho visualizzato il fascismo come una cosa del passato. Una macchia indelebile della nostra storia. La prevaricazione, l'annullamento della democrazia (intesa come rispetto del popolo, non solo dei mecca…

Lettera aperta al Presidente Sergio Mattarella

Lettera aperta
al Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella
Signor Presidente,
Le scrivo con un forte moto emotivo. Lo faccio per discernimento e preoccupazione. Credo di farlo per onestà e infinita fede nella mia gente.
Sono un musicista e per molti versi un intellettuale, nel senso che traggo il mio sostentamento dalle produzioni del mio intelletto, sono un padre di due splendidi figli ed un marito di una donna eccezionale. Sono italiano e sono nato qui da famiglia di origine operaia, che è divenuta piccolo borghese con l’espansione del settore dei servizi e con la possibilità di studiare che ai miei nonni fu preclusa dalla guerra, dalla povertà, dal sacrificio. Le dico questo perché Le scrivo a titolo personale, e lo faccio con un intento ben preciso. Le voglio raccontare una storia. La storia riguarda il mio beneamato nonno, Angiolo Ceccanti. Non la voglia tediare a lungo e le risparmio di contestualizzare una figura a me fin troppo cara per poterne parlare in manier…

#UNSEMEPORTAINSEUNAFORESTA

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Ho scoperto da relativamente poco il potere degli hashtag.



Le etichette che raggruppano i contenuti in cassetti virtuali in cui poter riversare le cose che ci piacciono, ci servono, ci interessano.
Spesso sono "simpatici", ironici, "smart" e "social". Tutti termini che descrivono il mondo virtuale che vorrebbero farci abitare. Sempre bello, pulito, dove i conflitti si appianano scrollando uno schermo, dove l'odio alberga in post costruiti ad arte, dove manteniamo le gerarchie della nostra società e le manteniamo immutabili proprio nella loro virtualità.
Baroni, professori, critici, politici, Papi, artisti, uomini soli, signore attempate e i loro fiori, adolescenti...
Gruppi, esclusivi, in lotta perenne fra loro.
Assorbe energia essere sempre in lotta. Produce uno strano effetto letargico nella vita reale, quasi indolenza, e probabilmente crea una dipendenza, una catena psicologica fra noi e lo spazio virtuale. Arrivandoci a far pensare dentro la sfe…

Sardegna, Mishima e Victor Jara

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Fine settimana fra Sardegna e campagna romana. Due concerti con il poeta Alberto Masala (Cagliari ed Ales) hanno ratificato la mia passione per la parola e la sua articolazione. Cominciamo a lavorare sul suono parola in maniera profonda e si sono aperte porte di percezione nuove del mio lavorare sul testo. Il concerto di Ales soprattutto (dedicato a Gramsci e Pasolini) e' stato per certi versi inquieto e dolente. Ma il suono delle z e delle s della radice logudorese di Alberto cominciano a suonare nelle mie orecchie come le corde di un piano preparato. Meraviglia del suono e potenza della parola che veicola senso. Nel viaggio sono riuscito a leggere "Trastulli di Animali" di Yukio Mishima. Piccolo romanzo dalla splendida narrazione.Un piacere di sintesi, dramma, passione.Al mio ritorno a casa per un pit stop di un paio d'ore e' seguito un concerto dedicato alla musica di Victor Jara, Violeta Parra Atahualpa Yupanqui con un paio di brani miei ed uno di Charlie Had…

Articolazioni e Direzioni

Finalmente arriva il video del solo a Smartno.
E rivedermi mi emoziona come è stato emozionante suonare nella chiesa di San Martino.
Credo sia stato il concerto migliore che io abbia mai fatto in solo, per concentrazione, libertà suono e acustica generale.
Ringraziare per l'ennesima volta Zlatko Kaucic mi sembra doveroso, ma anche Iztok Zupan che ha registrato l'audio e Paolo Burato e Mauro Bardusco per il video.

Suonare in solo rimane la mia pratica di elezione. E per quanto sia difficile collocare professionalmente concerti in solo, ritengo che l'esperienza sia di scambio profondo e onesto con il pubblico.

Tanto profondo da rimanere senza respiro ogni volta che scatta l'applauso...

Da questo spazio così intimo un grazie a tutti coloro che in questi ultimi cinque anni hanno ospitato, gradito e amato i miei concerti in solo. Grazie anche a chi li ha detestati, a chi si è mortalmente annoiato o a chi semplicemente avrebbe preferito stare da un'altra parte.
La verit…

Essenze

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Ho ascoltato due dischi dell'ultima produzione di Gianni Mimmo.
L'ho fatto in completa solitudine durante il viaggio per una prova con Medea con cui ci si prepara al 10 Ottobre.

Due trii speculari nella formazione, con il sax soprano di Gianni a confrontarsi con Silvia Corda e Adriano Orrù (CLAIRVOYANCE) da una parte e dall'altra (TRIADS) con Satoho Fuji e Joe Fonda.
La sensazione è stata di capovolgimento dei piani sonori dove il particolare diviene più importante e necessario del disegno generale. Nel suono di Gianni Mimmo c'è un universo difficilmente comunicabile. Ogni nota è cercata per dinamica e timbro. Il soffio, l'ancia, la stessa pressione delle labbra si percepiscono come elementi costitutivi del suo linguaggio.
Come dire di osservare una cattedrale attraverso la continua translucenza dei suoi disegni preparatori, progetti e cantieri.
Emozionante il trio italiano. I disegni vengono cercati e rafforzati da un continuo gioco di ruolo con la splendida tasti…